olio d'abruzzo Frantoio dal 1963 a a a
Eliana e Silvana, nipote e nonna, due generazioni di donne alla gestione del frantorio.

la nostra storia

C’è un profumo che, a Rapino, accompagna le stagioni da più di sessant’anni: quello dell’olio.

il profumo dell’Oleificio Fratelli Cinosi, una storia di famiglia che nasce nel 1963 dalla passione e dalla tenacia di Alfonso Cinosi. 

Ai piedi della Maielletta, nella fascia pedomontana abruzzese dove gli uliveti disegnano il paesaggio e la tradizione è un’eredità viva, NONNO Alfonso diede vita a un sogno semplice e autentico: trasformare i frutti della sua terra in un olio capace di raccontare la sua gente.

Negli anni Sessanta, in questa zona di piccoli frantoi in legno – i cosiddetti “trabocchi”, proprio come le strutture da pesca della costa adriatica – ogni famiglia aveva la propria storia da raccontare. Quella dei Cinosi inizia con nonno Alfonso e nonna Antonietta, che tra sacrifici e ingegno, anche nei difficili anni della guerra, hanno saputo dare continuità a una vocazione antica. Dal 1997, grazie a importanti investimenti e a un ampliamento dello stabilimento situato all’ingresso del paese, l’oleificio ha continuato a crescere senza mai perdere la propria anima.

Famiglia Cinosi davanti al nuovo impianto continuo Pieralisi

Oggi è gestito dai fratelli Antonello e Alfonso, eredi di un sapere tramandato con cura, insieme alla nuova generazione rappresentata da Eliana, Nicola e Giorgio. A loro il compito di portare avanti la tradizione con uno sguardo nuovo, capace di coniugare autenticità e innovazione.

La facciata del frantoio racconta, in silenzio, la storia di questo legame con la terra e con la cultura: una grande rappresentazione paesaggistica della raccolta delle olive, realizzata con mattonelle di ceramica, rende omaggio a Rapino, un tempo rinomato centro di ceramica artistica.

Ancora oggi, a pochi passi, si può visitare un piccolo museo dedicato a quest’arte che ha plasmato l’identità del paese. L’Oleificio Cinosi produce un olio extravergine d’oliva biologico ottenuto da varietà locali – Leccino, Gentile di Chieti, Cucco e Olivastro – raccolte a mano e molite a freddo entro 24 ore. Il “Cucco”, in particolare, è una varietà storica della collina abruzzese, simbolo di una olivicoltura antica e identitaria. Ogni passaggio, dalla raccolta alla spremitura, fino a due anni fa era  curato con precisione artigianale, unendo le molazze di pietra alla tecnologia moderna per garantire la massima qualità e sostenibilità del processo.

Oggi, come allora, la vendita avviene principalmente grazie al passaparola: più di 400 famiglie continuano a scegliere il loro olio anno dopo anno. E oltre i confini abruzzesi, la tradizione dei Cinosi ha trovato casa anche all’estero: in Canada, dove vive un’importante associazione di rapinesi, e nel Canton Ticino, in Svizzera.

Tradizione, passione e amore per le cose fatte a regola d’arte: sono questi i valori che, da tre generazioni, guidano la famiglia Cinosi. Ogni bottiglia racchiude una storia di famiglia, di terra e di dedizione. Una storia che oggi guarda avanti, verso la quarta generazione, con la stessa semplicità e la stessa luce con cui tutto è cominciato, nel cuore verde dell’Abruzzo.

1963

Le origini

Nasce l’Oleificio Cinosi. Alfonso Cinosi avvia il frantoio a Rapino, trasformando la passione per la terra in un mestiere di famiglia.

1997

Il rinnovamento

I fratelli ampliano lo stabilimento e introducono nuove tecnologie, mantenendo intatti i metodi tradizionali di molitura a freddo.

2010

Dall’Abruzzo al mondo

Il marchio Cinosi supera i confini regionali e arriva in Canada e Svizzera, portando con sé la tradizione rapinese.

Anni ’70

La tradizione prende forma

Il frantoio diventa un punto di riferimento per il paese e simbolo di lavoro artigianale e qualità genuina.

2000

Il passaparola

L’olio Cinosi conquista centinaia di famiglie grazie alla qualità e alla fiducia costruita nel tempo.

oggi

La nuova generazione

Entra in scena la quarta generazione: giovani, appassionati e pronti a proiettare la storia di famiglia nel futuro.